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Autonomia e ingombri del Metano
Il metano resta sempre allo stato gassoso e, anche se compresso, non passa mai allo stato liquido. Questa sua caratteristica non gli permette di
utilizzare completamente lo spazio a disposizione all'interno dei serbatoio. Infatti, mentre il GPL che diventa liquido riesce a riempire circa l'80% dello
spazio nel serbatoio, il metano ne riempie circa il 20%. Inoltre questa percentuale è variabile in base alle stagioni, cioè in Estate, con le temperature
più elevate, il gas si dilata ed è possibile caricarne meno che in Inverno.
Queste caratteristiche rendono necessario un serbatoio di grandi dimensioni oppure più serbatoi usati contemporaneamente (in alcuni casi fino a 4
quando è possibile inserirli anche sottoscocca). L'ingombro di questi serbatoi è notevole anche perché non possono avere una forma qualsiasi (tipo la
forma "a ciambella" che si usa per il GPL, inserita al posto della ruota di scorta), ma deve essere necessariamente di forma cilindrica "a siluro".
La forma e le necessarie dimensioni maggiori, fanno si che un impianto a metano utilizza quasi completamente il vano bagagli riducendo gli spazi utili
a disposizione.
Nonostante questo sacrificio in termini di spazio, comunque non avremo una grande autonomia. Per fare un esempio, considerando un'auto di media
cilindrata con un serbatoio da 90 litri, su cui si potranno caricare un massimo di 20/22 metri cubi di metano, avrà un'autonomia media di 260/290
chilometri, contro gli 800/850 chilometri del GPL a parità di ingombro.
Questo quindi rende necessarie soste più frequenti per il rifornimento.
A proposito del rifornimento bisogna considerare che, sempre per il suo stato gassoso, è necessario che il metano venga spinto a pressione all'interno
della bombola con una speciale pistola che si aggancia ermeticamente al bocchettone del serbatoio, questo processo richiede un tempo superiore
rispetto agli altri carburanti, quindi per un pieno di metano bisogna mettere in contro diversi minuti.
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